Trasferta cremonese amara…

Sabato 23 febbraio  Sabbio parte per Crema dopo la prestazione deludente del weekend prima in casa contro Desio.

Nel primo set parte bene la squadra bresciana che vuole dimostrare di sopportare l’assenza di un coach fisso affidandosi a Giacomini e Bordiga in panchina. La formazione composta da Mogni opposto a Signorelli, Cozzi-Lazzari, Bianchini-Pizzoni e Favagrossa come libero parte bene e  sbagliando qualcosa in più dell’avversario, per un soffio non si aggiudica il parziale:28-26.

Nel secondo la stessa formazione dimostra di essere un po’ più cinica, grazie anche all’aiuto del subentrato Facchinetti Filippo su Lazzari, reduce da un buon primo set. Crema non ci sta e si gioca sul punto a punto ma questa volta il parziale termina a favore di Sabbio :23-25.

Terzo set, ristabilito il pareggio, Sabbio riparte cosciente del fatto che può fare risultato ma già a inizio  set cede un break importante che sembra compromettere facilmente il risultato. Crema prende il largo ma una serie in battuta riporta i valsabbini in partita. Si ritorna sul punto a punto ma anche stavolta, come nel primo parziale, Sabbio non trova la gioia finale perdendo 25-23 nonostante i cambi a palleggio e al centro.

Nel quarto set Crema gioca bene e grazie ad un buon servizio in battuta del palleggiatore di casa prende nuovamente qualche punto a Sabbio che conferma un po’ di tensione come nel set precedente. Sabbio si ritrova a inseguire un discreto margine che viene nuovamente quasi azzerato grazie ad una buona serie in battuta di Cozzi. Qualche errore misto alla nuova agitazione condiziona però la Squadra ospite che si trova a dover cedere il bottino di gara agli avversari. 25-23 e gioco finito.

C’è l’amarezza per una sconfitta contro una squadra allo stesso livello dei bresciani che ora si ritrovano nella zona rossa della classifica. Periodo difficile…

Crema-Sabbio 3-1

Signorelli 21, Cozzi 13, Facchinetti Fi. 11, Pizzoni 9, Bianchini 6, Lazzari 4, Bellini 2, Federici 1, Mogni 1, Facchinetti Fe., Giacomini, Favagrossa (L).

in foto Mattia Cozzi